Se ti senti stressato e proprio non ce la fai più, se non vedi una via per vivere una vita più serena, forse, sei nel punto giusto per cominciare a cambiare. Non dico sia facile, anche perché è veramente arduo vedere una via d’uscita quando siamo in una condizione di grande stanchezza: non troviamo le forze e tutto sembra riportarci a quanto già conosciamo.
Tuttavia, quando un qualsiasi cambiamento sembra impossibile, quando ci sentiamo abbattuti, c’è un punto certo da cui iniziare, noi, ovvero l’ascolto di noi stessi.
Esiste un’intelligenza “primordiale” in noi, quella forza che ci accompagna alla vita e che ci riconduce in salute quando siamo ammalati. È un principio vitale (vix medicatrix nature) che governa tutte le funzioni e tutti i fenomeni osservabili in un organismo vivente; un principio dotato di intelligenza che ci porta a rispondere al meglio alle situazioni per il nostro benessere globale (almeno da un punto di vista organico).
Ora, se esiste questo principio, perché stiamo spesso male?
Prima di rispondere, verrebbe da chiederci: quanto siamo propensi ad ascoltarci?
L’ascolto di noi stessi è una necessità, ma questo noi fatichiamo a capirlo. Se esiste una sorta di intelligenza primordiale che cerca di riportarci in equilibrio, bisogna vedere cosa facciamo noi per facilitare questo percorso verso il benessere e quanto facciamo per intossicarci con tossine chimiche, pensieri ed emozioni poco armonici.
Il nostro organismo comunica sempre segnali circa il suo stato ma noi di rado lo ascoltiamo, o sappiamo come ascoltarlo, fino a quando lui comincia ad “alzare la voce” esprimendo disturbi sempre più consistenti.
Alcuni di noi sembrano aver maturato una maggior resistenza allo stress e a situazioni disturbanti di vario genere. Tuttavia, una cosa è certa: il nostro sistema mente-corpo ha un’ottima memoria e, a prescindere dalla capacità momentanea di far fronte alle difficoltà, prima o poi ci presenta il conto, se continuiamo a ripetere gli stessi passi.
Perché, allora, non iniziare fin da subito nell’ascolto di noi stessi? Perché non concederci e non cercare uno spazio di silenzio durante la giornata, uno spazio solo per noi da trascorrere in ascolto?
Qualche minuto al giorni di “digiuno di parole, di pensieri, di azioni” disintossica!
La ricerca di equilibrio è un percorso per il quale credo non basti un’intera vita. Anche perché l’equilibrio non è una scatola chiusa, è uno stato dinamico in continuo cambiamento.
Ma se iniziamo a prendere confidenza con una parte più profonda di noi, se l’ascolto del respiro, per qualche minuto al giorno, comincia a diventare familiare, allora molto può cambiare.
Sembra una piccola cosa, non è così.