Il fungo arriva a noi dalla millenaria Medicina Tradizionale Cinese, dove viene impiegato per le problematiche gastriche, per le difficoltà digestive, come supporto in caso di gastrite, per il reflusso gastroesofaceo, per prevenire e trattare problematiche cronico-degenerative del sistemagastro intestinale e per il decadimento cognitivo.
Hericium erinaceus ha la capacità di rigenerare la mucosa gastrointestinale ed ha un considerevole potere cicatrizzante per il quale è ottimo anche in caso di ulcera gastrointestinale. In tutte le problematiche del sistema digerente Hericium erinaceus esercita un’azione antinfiammatoria e prebiotica ripristinando situazioni di alterata permeabilità.
Le proprietà del fungo sono davvero molte: antidiabetiche, antiossidanti, ipoglicemizzanti, ipolipidemiche ed, inoltre, è suggerito anche per trattare il morbo di Alzheimer e il morbo di Parkinson.

EFFETTI SUL DECLINO COGNITIVO
Hericium ha effetti neuroprotettivi e di sostegno e recupero in presenza di alterazione delle funzioni cognitive e di malattie neurodegenerative, quali il morbo di Alzheimer e di Parkinson. Le molecole principalmente responsabili di questi effetti sono le erinacine presenti nel micelio del fungo e gli ericenoni presenti nel corpo fruttifero.
In questo lavoro scientifico pubblicato su “Nutrients” e condotto da un gruppo d ricercatori dell’Università di Pavia, con la collaborazione da parte di un team di ricercatori dell’Istituto di Ricerca Green Science and Technology dell’Università di Shizuoka (Giappone) si parla delle proprietà di Hericium. I dati dello studio evidenziano che gli estratti del fungo medicinale esercitano un effetto simile al fattore di crescita neuronale (NGF) descritto da Rita Levi Montalcini, con un aumento della neurogenesi nelle aree del sistema nervoso centrale deputate alla memoria.
Queste proprietà neuroprotettive possono essere la base per la ricerca di nuove molecole utilizzabili in malattie neurodegenerative quali la demenza e l’Alzheimer *.
l’Hericium aumenta significativamente la sintesi di nuovi neuroni a livello ippocampale e cerebellare e determina un ringiovanimento cognitivo paragonabile a 23 anni nell’uomo. In pratica è come se l’assunzione regolare di Hericium portasse a ringiovanire le funzioni cognitive da circa 80 a 57 anni!
* Spunto liberamente tratto da http://news.unipv.it/?p=39521