Lo Stress in iridologia

Abbiamo grandi capacità di adattamento allo stress. Quando una condizione interna o esterna minacciano il nostro equilibrio, il sistema neuro-vegetativo ed endocrino, modulati dall’ipotalamo, entrano in azione.

I nostri sensi informano l’ipotalamo della presenza di una “minaccia” ed esso attiva l’organismo per fronteggiare l’aggressione istantaneamente, con una serie di meccanismi che portano, in pochi decimi di secondo, ad una risposta.

Fase di allarme

Adrenalina e noradrenalina, prodotti dalla midollare del surrene, sono gli ormoni che determinano la ridistribuzione della circolazione arteriosa nei muscoli scheletrici per aumentare le prestazioni fisiche, la riduzione della circolazione a livello cutaneo, (in caso di ferita il sanguinamento sarà minore), il raddrizzarsi dei peli, presente limitatamente anche nell’uomo, la midriasi, aumento del diametro pupillare e l’ aumento della frequenza cardiaca.

Fase della resistenza

Se lo stress persiste, il sistema si organizza per sostenere nel tempo l’agente perturbante: questa è la fase di resistenza. In tal caso il nostro organismo farà fronte all’agente stressante tramite ipofisi e surrene per una risposta più lenta ma più durevole nel tempo. 

Fase di cedimento

Quando siamo sottoposti all’azione di un agente stressante per un lungo periodo, possiamo incontrare effetti come: ipertensione arteriosa, diabete, depressione del sistema immunitario. Questa è la fase di cedimento: il nostro organismo non riesce più a far fronte alla “minaccia” e comincia ad esprimere il suo disagio manifestando sintomi sempre più evidenti.

Naturalmente la nostra resistenza allo stress dipende, prima di tutto, dalla nostra costituzione.

Lo stress letto nell’iride 

L’iride manifesta in modo chiaro i segni dello stress. Nella zona di proiezione delle ghiandole (a ore 12 l’ipotalamo, a ore12.05 a destra e a11.55 a sinistra per l’ipofisi, a ore 6 per la ghiandola surrenale) è possibile studiare la presenza di segni congeniti (diradamenti, lacune, cripte), testimoni, se presenti, di una “fragilità” funzionale legata a fattori genetici.

Altri segni acquisiti, come macchie o pigmenti, in base al loro colore, ci consentono di risalire alle cause di un’anomala attività endocrina

Anelli di contrazione e raggi

In alcune iridi sono visibili alcuni anelli concentrici, 2, 3, 4 fino a 5, e raggi che partono dalla pupilla o dalla corona e procedono verso il bordo dell’iride. In questo caso, siamo di fronte a alla cosiddetta disposizione delle fibre irridee  “vegetativo spastica” che indica la propensione a somatizzare le problematiche interiori con il manifestarsi di: coliti, cefalee, spasmi coronarici, crampi muscolari, acufeni, asma, spasmi vescicali, stipsi, vertigini. Questa disposizione delle fibre è tipica di persone che hanno una bassa soglia del dolore e tachicardia, unite ad insofferenza a luci e rumori forti.

Pigmenti

In alcune iridi sono visibili macchie di color giallo-arancio brillante collegate al funzionamento surrenale, e macchie di colore rosso brillante collegate ad ipotalamo-ipofisi. Quando troviamo questi pigmenti, in qualsiasi zona dell’iride, valutiamo la possibilità di trovarci di fronte ad un’anomala risposta allo stress, iper o ipo.

Correlazioni con la Medicina Tradizionale Cinese

La Medicina Tradizionale Cinese si fonda sul sapere relativo ai 5 Movimenti energetici a ciascuno dei quali è correlato un organo, un viscere un’emozione ecc. Rene, Fegato, Cuore, Milza-Pancreas, Polmone sono rispettivamente correlati a paura, rabbia, gioia, preoccupazione e tristezza. Osservando il colore dei pigmenti dell’iride, possiamo analizzare se esiste un organo il cui funzionamento energetico è disturbato, grazie alla correlazione colore-organi individuata dal Dott. S. Rizzi: giallo chiaro => Rene, marrone => Fegato, beige => Pancreas, nero => Polmone. Il Cuore viene studiato attraverso l’analisi della pupilla.

La Medicina Tradizionale Cinese, correlata all’iridologia ci permette di capire quali emozioni sottendono ad un cromatismo che evidenziamo. Un pigmento giallo chiaro ci riporta, per esempio, al rene e all’emozione ad esso correlata, ovvero la paura. Un pigmento marrone, legato a Fegato, ci può riportare ad una condizione di collera repressa.

Pupilla

La pupilla, o meglio un suo eventuale appiattimento superiore, ci parla del carico di responsabilità che sopportiamo.

Una pupilla miotica, ovvero molto piccola anche in condizione di scarsa luminosità, la troviamo in persone che fanno uso di alcool, in persone con intossicazioni croniche, parasimpaticotonia, bradicardia, colite spastica, stati emozionali intensi.

Una pupilla midriatica (allargata al di là delle condizioni di luminosità) indica simpaticotonia, possibile tachicardia, diminuzione della peristalsi intestinale, sindrome depressivo ansiosa. 

Gli appiattimenti temporali possono essere in relazione a tensioni con l’ambiente, visibili in persone che faticano ad affermarsi, in campo lavorativo o in ambito affettivo.

In caso di appiattimento nasale, la causa di tensione è nel rapporto con se stessi, in relazione, per esempio, all’autostima.

Questi sono solo alcuni degli elementi sommari che è possibile studiare all’interno di un’analisi iridologica.