Parole nuove per stare bene

La parola può costruire o abbattere montagne.

La parola ha un grande potere, sia quella che impieghiamo per comunicare con altri, sia quella che diciamo a noi stessi. Pensiamo alle parole che udiamo da bambini e all’effetto che hanno su di noi.

Quando un genitore si rivolge a noi bambini con un: “Sei un incapace! Svegliati!” può capitare che ci crediamo davvero per molti anni. Pensate, al contrario, all’effetto di una frase tipo: “So che tu contieni tutti le risorse per farcela”, capite che il discorso si fa molto diverso.

Il condizionamento della parola, specialmente in giovane età, è terribile perché s’imprime in noi e vi rimane per anni, spesso a nostra insaputa. Solo di rado, ci accorgiamo che in noi conserviamo le parole di nostro padre, di nostra madre, dei nostri insegnanti: parole che si sono registrate e sedimentate in noi così profondamente da farci pensare che ci appartengano davvero.

È sicuramente difficile vedere quanto siamo condizionati, vedere quanto le parole creino in noi, convinzioni che ci frenano dal vivere una vita più libera e più aderente a noi stessi.

Tuttavia, se è vero che le parole possono fare molto per frenarci nella vita, è altrettanto vero l’opposto.

Quanto conta saperci ascoltare senza giudizio

Il primo passaggio per veder nascere nuove parole in noi, è l’ascolto senza giudizio.

Immaginiamo, per un attimo, osservare un fiore. Capiamo subito che non c’è nulla da giudicare, possiamo osservare ma non esiste nulla che non si svolga secondo una legge naturale. Chiaro che un essere umano si muove secondo dinamiche diverse rispetto ad un fiore, ma sarebbe utilissimo rapportarci a lui con la stessa aperture dei sensi e senza giudizio, con la quale ci rapporteremmo ad un fiore.

Rimanere qui ed ora

Quando comunichiamo nel tempo attuale, nell’ora, capita spesso di esprimere pensieri che crediamo essere nostri ma che, a ben vedere, sono il riflesso di un condizionamento passato. Analogamente, quando ci perdiamo in mille congetture collegate al nostro passato, o in fantasie circa il nostro futuro, di fatto “siamo altrove”. La nostra vita, l’unica reale, è qui ed è l’unica esperienza possibile.

Le parole che diciamo a noi stessi

Alcune frasi, tipo: “Sono un incapace” generano lo spiacevole inconveniente di bloccare la nostra vita in una scatola. In tutti questi casi, siamo noi stessi a impedirci la possibilità di cambiamento.

Meglio allora imparare ad osservare con distacco le esperienze che viviamo, per dare loro una diversa lettura. Non dico che sia facile, non dico che non cadremo mille volte nel tranello dei condizionamenti, tuttavia, questa pare essere l’unica via percorribile per trovare nuove energie e cambiare. Questa pare essere anche l’unica via per conquistare il il presente che desideriamo.