Passaggio lieve

Delle tante persone che  troviamo in questa vita, alcune lasciano in noi una sensazione che vorremmo sempre conservare in noi, la sensazione di una pulita giornata di primavera, quando tutto sta nascendo ed ha fame di vita.

E’ una fame di vita “giovane”, una voglia di conoscere e di amare che attrae. O almeno questo è ciò che ho incontrato io. 

Nel tempo, è cresciuto in me un sempre maggior desiderio di armonia e di pace, a fianco di quello di protezione di chi mi circonda. Da che ho ricordo di me, questo secondo aspetto, quello del “prendermi cura di”, l’ho sempre provato, a partire dalle persone più care, per sentirlo anche nei confronti della famiglia umana. 

Allo stesso modo, ho capito che la protezione è bene che viaggi di pari passo alla libertà di espressione altrui, diversamente non avrebbe alcuna utilità ai fini della crescita.

Tutto questo, che sembra scontato una volta scritto, lo è un poco di meno quando la vita ci allena nei modi a lei consoni, e spesso per noi inaspettati.

Si può davvero proteggere qualcuno? O è forse solo possibile stare al suo fianco perché esprima al meglio sé.

Forse sarebbe sensato sostituire il desiderio di proteggere con il “volere il bene di”, perché allora ci potremmo accorgere che desiderare il bene dell’altro è l’unica via perché lui si esprima al meglio (ammesso di riuscire a cogliere quale sia il reale bene di chi ci è caro). Detto questo, come sappiamo, il bene non esime dal dolore, perché il dolore è una nota che è parte di questa terra, così come il piacere e tanto altro.

Alla fine, ciò che mi sembra sensato, e non sempre di facile attuazione, è accettare la vita, accettare, e ritornare in piedi dopo ogni prova sempre un poco più lucidi, tanto da capire che ogni essere umano è responsabile di sé, con il grado di consapevolezza che gli è proprio in un dato momento.

E in tal caso noi possiamo solo cercare di essere il meglio di noi stessi, senza possibilità o necessità alcuna di sostituirci alle vite altrui.

Parlo di “Passaggio lieve” riferendomi al passaggio in questa vita di tutti noi e di anime per le quali possiamo solo mettere tutto il bene che conteniamo, senza far nulla per interferire con il loro destino. Possiamo solo imparare ad amare ed accettare che questo non escluda il dolore, né per loro né per noi.

In questa palestra terrena, strano a dirsi, serve forse anche il dolore, come ogni altra nota, nella speranza di trasformare il dolore in comprensione, e la vita in armonia.