C’è un “sentire” relativo alla reciproca influenza degli elementi materiali e non della vita, e alla loro sostanziale unità, che ciascuno di noi, alle volte, percepisce in sé fin dalla giovanissima età. O almeno questo è quello che é successo a me.
Tuttavia, una spiccata sensibilità non sempre mi ha reso facile l’adattamento alle varie situazioni. Quando da piccola entravo in un luogo e ne percepivo immediatamente la qualità, provavo una considerevole sensazione di solitudine, perché quanto sentivo sembrava solo frutto della fantasia di un bimbo e null’altro. Questo valeva anche in merito alla percezione immediata delle qualità delle persone, tanto da farmi vivere la sensibilità come una vera calamità.
Mi ci sono voluti parecchi anni per capire che quella che vivevo come una difficoltà poteva essere una risorsa. Mi ci sono voluti ancora più anni, per iniziare a capire qualcosa di come funziona la mia struttura psico-fisica e di come sono collegata a tutto ciò che mi circonda. Oggi, curiosità e desiderio di capire continuano ad accompagnare la mia vita.
Nell’ottica di una comprensione più profonda, l’incontro con gli studi di fisica quantistica è stato per me “illuminante”. D’un tratto, quanto mi era sempre sembrato naturale circa la reciproca influenza tra le persone e circa la sostanziale unità tra aspetti materiali e non dell’esistenza, diventava un poco più chiaro.
D’un tratto, la mia visione della vita non era più solo mia (non che ne fossi convinta prima) ma trovava fondamento negli scritti di tanti studiosi che avevano approfondito l’argomento. Man mano che leggevo, capivo che esiste un fenomeno di risonanza tra tutti gli esseri viventi. E prima ancora, capivo che tutto quanto esiste è vibrazione che “viaggia” ad una diversa frequenza: materia, emozioni e pensieri sono, vibrazioni.
In ambito naturopatico, e non solo, è diffusa la convinzione che ciò che si manifesta a livello profondo come vero e proprio disturbo, come malattia del soma, altro non sia che l’espressione di uno squilibrio energetico tra psiche, anima e corpo.
E non si tratta di una convinzione senza fondamento, a partire dal fatto che tutti noi possiamo constatare gli effetti sul corpo del nostro comportamento o di quello altrui.
Semplificando di molto, ci basti pensare a come ci sentiamo fisicamente se ci troviamo ad assistere una persona gravemente malata, oppure, come ci sentiamo se frequentiamo persone con voglia di fare e di capire. Ciò che percepiamo in noi nei due casi è ben diverso.
Quanto empiricamente constatiamo in questi casi, e in tutti i casi in cui percepiamo immediatamente la qualità di un ambiente, per molti è frutto di pura suggestione.
Tuttavia, se leggiamo queste esperienze con “occhiali diversi”, constatiamo uno stretto legame tra tutto ciò che esiste, constatiamo che il nostro corpo non è solo materico, come potrebbe sembrare.
Anche se l’attuale scienza ufficiale non attribuisce particolare valore agli aspetti sottili dell’esistenza, aumentano gli studi degli effetti del pensiero e delle emozioni sulle componenti materiche della realtà.
Così come il nostro corpo fisico esprime informazioni, allo stesso modo il nostro campo energetico emana e “comunica” informazioni che “leggiamo” sulla base degli effetti che producono. Ogni persona influisce sulle altre e ogni ambiente interagisce con il campo energetico umano, in una sorta di continuo scambio (risonanza). Questo vale in tutte le relazioni e vale anche nello scambio che avviene tra terapeuta e cliente nelle professioni d’aiuto.
Cosa significa il termine risonanza?
L’universo si esprime attraverso frequenze o, forse e meglio ancora, attraverso una ritmicità sonora. “Riusciamo a distinguere le cellule che si stanno differenziando da quelle che producono molecole riparative, così come riusciamo a distinguere quelle che soffrono e muoiono”. Lo spiega Carlo Ventura, professore di Biologia molecolare all’Università di Bologna e direttore del laboratorio Guna ATTRE, Advanced Therapies and Tissue Regeneration, istituito presso gli “Acceleratori di Innovazione” del CNR di Bologna. “Non abbiamo inventato nulla – precisa Ventura – questa ritmicità sonora è una caratteristica dell’universo.
“…In ogni cellula, danzano… oscillazioni ritmiche che manifestano una direzione precisa e che producono campi elettrici. Quando una cellula sfiora le vicine, queste vibrano all’unisono. E la ‘comunicazione’ avviene più rapidamente che attraverso i segnali chimici”. Prosegue Ventura: “Non tutte le vibrazioni si possono udire; fra quelle che riusciamo a distinguere, la differenza più evidente è fra le cellule sane e quelle sofferenti. Quando si crea una condizione ostile, la cellula che cerca di resistervi produce un rumore sgradevole e questo ci aiuta a comprendere che i suoni esprimono un significato“. (1)
Se la vibrazione è in grado di parlare alle cellule, è ragionevole pensare che le parole, e ancor prima la qualità che esprime ogni essere umano, risuonino negli altri esseri umani a vari livelli.
Oggi molti studiosi sono concordi nel sostenere che l’Universo sia un mondo di infinite possibilità e che i pensieri che formuliamo siano delle potenziali realtà che potrebbero manifestarsi.
La meccanica quantistica ci svela come sia l’osservatore a far collassare (in gergo tecnico) l’onda in particella, ovvero la relazione tra il mondo delle infinite possibilità e la nostra realtà: in questo mondo di infinite possibilità, si manifesterà quella che sarà più in risonanza con noi in un dato momento della nostra vita.
Quest’ottica mi spinge ad accogliere una visione in cui tutto è collegato e interconnesso e mi aiuta a comprendere il legame sottile tra noi e la materia, tra coscienza e realtà.
Si tratta di un legame del tutto particolare che si mantiene anche a distanza. L’Entanglement quantistico dimostra, infatti, che se due o più particelle che hanno interagito reciprocamente per un certo periodo, vengono separate nello spazio, rimangono comunque legate indissolubilmente (appunto entangled), ovvero quello che accade ad una di esse, avviene istantaneamente anche all’altra.
Il concetto dell’entanglement, in realtà, riguarda tutto l’universo; ogni cosa che esiste è una parte di tutto il resto, ogni cosa nell’universo è unita indissolubilmente alle altre.
